| PRIMAVERA
SOFFERTA
1
Quella mattina il sole splendeva
alto nel cielo di Chicago e cominciava a scaldare
quella frenetica città. Erano i primi giorni di
aprile, primavera inoltrata da poco, e Chris Muller
quel giorno decise di prendere il suo skateboard
per andare a scuola. Salutò la madre e scese in
strada. Cominciò a sfrecciare per le vie della città
passando tra le macchine in coda ridendo e divertendosi
come un matto. Mentre passava davanti alle auto
salutava tutti i conducenti. Quando arrivò allo
STOP svoltò bruscamente a destra e per poco non
cadde dallo skate. Ridendo e simulando la sirena
del treno diede nuova spinta al suo mezzo con la
gamba sinistra. Arrivò ad un incrocio. Poco più
avanti ci sarebbe stata l’entrata della sua scuola.
Non ci arrivò. Una Corvette blu notte non rispettò
lo STOP dall’altra parte dell’incrocio e si abbattè
su Chris Muller.
2
L’ambulanza arrivò a sirene spiegate
fermandosi davanti all’entrata del pronto soccorso
del policlinico. Gli infermieri scesero e si precipitarono
dentro spingendo una barella sulla quale era adagiato
un ragazzo di colore in stato di incoscienza. Jerry,
un ragazzone dell’astanteria del pronto soccorso,
corse verso un dottore alto e un po’ pelato e gli
disse: "Dottor Greene, c’è un’emergenza!"
Mark Greene si affrettò ad infilarsi il copricamice
giallo e raggiunse gli infermieri dell’ambulanza
in corridoio. Stavano trasportando la barella nella
sala 1. "Ragguaglio veloce!" esclamò il
dottore. Uno degli infermieri cominciò: "Christopher
Muller. Maschio. Nero. Dodici anni. Stava recandosi
a scuola quando una macchina lo ha investito. Frattura
dello sterno e del braccio destro. Trauma cranico.
Pressione 100 su 60. Polso 30. Perde sangue dalla
bocca. Una costola ha probabilmente perforato un
polmone". Spalancarono la porta della sala
1 e lì gli infermieri se ne andarono.
3
"Vede dottor Carter, io la ritengo
un uomo fortunato" disse il dottor Anspaugh
mentre toglieva una cistifellea da corpo di una
donna di 52 anni. "P... per quale motivo, signore?"
chiese John Carter, giovane chirurgo, con la voce
ovattata dalla mascherina. "Beh ma... per essere
qui presente mentre sto operando!" rispose
Anspaugh ridendo subito dopo seguito dagli altri
colleghi. "Eh... oh... sì, sì dottor Anspaugh.
Ha... ha proprio ragione" disse Carter allargando
di pochi millimetri il divaricatore. "Coraggio
Carter..." esordì di nuovo Anspaugh, "...
finisca lei l’intervento". "Oh... beh
la... la ringrazio dottore. E’ una grande opportunità
per me" disse Carter e afferrando il bisturi
si mise all’opera.
4
Il dottor Doug Ross, pediatra del
policlinico di Chicago, arrivò in sala 1. Il ragazzo
era già stato intubato e il dottor Greene stava
dicendo: "Facciamogli un emocromo completo!"
"Va bene dottore!" esclamò Lydia. "Carol,
pratica un’incisione tracheale per permettere..."
cominciò Doug Ross e l’infermiera Hathaway finì
per lui. "... al sangue di defluire correttamente.
Va bene lo faccio subito". Mark Greene guardò
il collega perplesso. Il dottor Ross sorrise debolmente
e disse: "Tranquillo Ciccio, mi hanno ragguagliato
mentre arrivavo!" "Chuni stecchi il braccio
del ragazzo e lo tenga il più fermo possibile"
ordinò la dottoressa Kerry Weaver. "Subito!"
rispose l’infermiera. "Incisione praticata,
Doug" disse Carol. "Molto bene. Brava".
"Pressione 120 su 80, polso 42. Battito regolare.
Condizioni del paziente stazionarie, dottor Greene"
disse Lydia. "Secondo te come siamo messi,
Mark". "Non bene, Doug. Hai sentito anche
tu; le condizioni sono stabili ma deve essere operato
subito o non ce la farà". "Chiamo subito
chirurgia" disse la Weaver e, zoppicando con
la stampella, si avvicinò al telefono della sala
1 a sollevò il ricevitore.
5
"Avverto subito il chirurgo"
esclamò l’infermiera del reparto chirurgia riattaccando
il ricevitore. Si alzò, uscì dalla stanza e si imbattè
nel dottor Peter Benton, un chirurgo di colore burbero
quanto bravo nel suo lavoro. "Oh, dottor Benton"
disse l’infermiera visibilmente agitata, "Dal
pronto soccorso stanno portando un ragazzo con un
polmone perforato... Hanno già avvertito la madre
e sta arrivando". "Lo prendo io. Dica
al dottor Greene di sbrigarsi" rispose il dottor
Benton correndo verso la sala operatoria. Nel tragitto
incrociò Carter che stava uscendo da un’altra sala
operatoria dove da poco aveva finito l’intervento
di cistifellea. "Dottor Benton... dove sta
correndo?" chiese Carter con un mezzo sorriso
sulle labbra. "Muoviti Carter, vieni con me!"
John non se lo fece ripetere due volte. |