........ 6 Era ancora stordito dall'operazione prima, e disgrazia volle che quella notte non avesse dormito niente: sua nonna l'aveva chiamato e con una delle sue migliori filippiche lo aveva fatto sentire in colpa per la condizione del cugino tossicodipendente. Entrò in sala operatoria con un gran mal di testa, si sfregò la faccia con le mani maledicendosi da solo "Ma perché ho voluto fare il medico..". Per quella giornata credeva di averne già avuto abbastanza, l'arroganza di Anspaugh, e quel intontimento pazzesco..doveva aver fatto un impressione terribile,non l'avrebbero mai preso per un chirurgo come si deve. "Carter allora?!Non è un videogioco non c'è il "try again" forza che diavolo sei qui a fare..non stai guardando una mostra!!"Jhon aprì la bocca per controbattere ma restò interdetto, perché in quel momento arrivò la barella,il bambino con gli occhi chiusi, la bocca sporca di sangue e il bip continuo dell'elettrocardiogramma. Benton non l'avrebbe ascoltato in quel momento,in quelle che credeva fregnacce da principiante,neanche se Carter si fosse messo a ballare la rumba in un vestito da hawaiano.Si buttò sopra Chris, analizzò svelto le sue condizioni: era da operare in fretta.Carter,che bene o male si era ripreso, aveva chiamato rinforzi e la dottoressa Weaver con infermiere al seguito restò a osservare l'operazione.Il braccio era in condizioni critiche ma con la morfina il ragazzo non sentiva dolore per cui lo trascurarono momentaneamente, l'importante era il polmone, che non era in grado di rimane traforato in quel modo ancora per molto, con il bambino vivo. 7 Doug e Mark stavano andando , via, turno finito. "Che dici di Chris?" "Di chi?" "Mark..Chris,il bambino di prima.Ti ricordi vero?" "Oh certo certo.Chris..a dire la verità non so quante speranze abbia, la Weaver mi aveva borbottato qualcosa riguardo all'emocromo..e poi dipende da quanto fosse grande il foro nel polmone.." Il dootor Ross si mise il cappotto,Green lo guardava appoggiato a un armadietto.."Beh Ciccio che fai?Stai lì?" "Sì..ora sì..sto aspettando una telefonata...sai forse Rachel viene a stare da me. Per due mesi...ti rendi conto?Tra un po' mi dovrebbero avvisare." "Uau Ciccio ma questo..oddio, non vorrà dire che diremo addio alle nostre serate birra e partita in TV?" "Ho paura di sì..perchè non verrà sola...ci sarà un'addetto dei servizi sociali,sarà una prova per vedere se avrò l'affidamento stabile..ho lottato tanto per questo, Doug..." Il dottor Ross si fece serio.Conosceva il suo amico, e anche la confusione sentimentale e economica di quel periodo della sua vita.A lavoro aveva continui scontri con la dottoressa Weaver e a casa sua c'era un viaviai di donne che neanche lui stesso,dalla fama di playboy...aveva bisogno di darsi una calmata, una vita più stabile. Ben venga quindi ora sua figlia,chissà, magari dopo avrebbe conosciuto anche il suo grande amore...grande amore, pensava dopo averlo salutato incamminandosi verso casa. Grande amore,come quello che provava per Carol,la sua Carol, da sempre. Ma ormai non era più possibile, si doveva rassegnare alla vita da single,alla casa fredda e vuota nel silenzio, riempendo il suo cuore di qualche notte di passione sfrenata con ragazze delle quali la mattina non ricordava più neanche il nome.Beh, capiva Ciccio..ma lui si sarebbe potuto rifare,pensava, con sua figlia...mentre si guardava allo specchio capì improvvisamente di non aver altra speranza di sentirsi un uomo migliore che con Carol. 8 Peter Benton lavorava sul bambino da più di un'ora. C'erano complicazioni su complicazioni su complicazioni e ormai, di tutta la gente che c'era all'inizio,era rimasta solo la Weaver e si era avvicinata Carol, richiamata dalle urla di Connie che si era catapultata in sala accettazione dove la Hataway stava beatamente mettendo via schede di pazienti. "Carol corri in sala 1 un bambino ha assolutamente bisogno di noi..e io devo scappare" "Corro..Duog dov'è?" "A casa..fine turno.Ci si deve arrangiare bella,auguri!" "cosa abbiamo?" disse Carol, mandando indietro i ricci scuri e infilandosi il sopracamice. Ragguaglio veloce della Weaver. "Ma adesso la pressione com'è?Il sangue..il polmone?" "Abbiamo tolto la costola dal polmone e Carter ha suturato" Kerry vide lo sguardo sperso di Carol e la prevenne "Non è qui.Si è sentito poco bene.." poi abbassò la voce e si avvicinò a Carol "..e Benton l'ha cacciato a male parole." Carol d'istinto guardò Peter che pareva non accorgersi di niente e finire soltanto il suo lavoro. Dopo qualche secondo alzò gli occhi "Dovrebbe essere a posto.L'emocrito è stabile, il polmone è chiuso,anche se non lo può ancora utilizzare.Il braccio è ingessato, mettiamolo in una camera con respiratore, osservazione tre giorni.Poi fuori." Detto fatto si tolse i guanti e uscì dalla stanza lasciando la Weaver a bestemmiargli dietro e Carol che si adoperava per trovare un letto al piccolo Chris. 9 Carter si era fermato a casa.Una casa enorme, lussuosa,che strideva con la piccolezza che si sentiva dentro. Non era capace di fare niente. Non aveva saputo salvare Cheese, non aveva saputo reggere un turno pesante.Scacciò il pensiero di autogiustificazione: in fondo era poco che lavorava,doveva farsi le ossa, e poi suo cugino era adulto e vaccinato..no, non era quello il punto. Il punto era che lui si era bloccato quando il sangue del bambino sembrava quasi riempire un polmone.Chiuse gli occhi e vide ancora il volto inferocito di Benton "Carter, muoviti,aspira, muoviti muoviti!!!" E poi rivide se stesso,con le mani quasi tremanti e il mal di testa,quello schifosissimo mal di testa che non gli lasciava pace.Poi rivide Kerry intervenire al posto suo,vide Connie dolce chiedergli se si sentisse bene, e rivide Benton "Vattene.Non c'è bisogno di persone nel tuo stato qui." Rivide la strada,la sua macchina nel suo giardino.E si ritrovò sul divano in quel preciso istante,con un aspirina e con gli occhi lucidi di frustrazione. Decise in quel preciso momento: avrebbe iniziato a fare qualcosa di concreto,subito.Anche se ormai erano le cinque di pomeriggio. Prese il cappotto, e le chiavi dell'auto. Una volta dentro restò un minuto fermo, a pensare all'indirizzo preciso di Cheese.Poi respirò a fondo e ingranò la prima. 10 "Ciccio posso entrare?" Doug aprì cauto la porta d'ingresso di casa Green.Si apriva sulla sala, grande, ingombrata dal divano verde in mezzo,spesso circondato di biancheria sporca e maglie sudate del footing. Stranamente però, non solo non vide un indumento sparso, ma neanche il divano.Dov'era il divano? Ah, si girò e lo vide: era spinto contro una parete,stranamente con davanti un tappeto..nuovo, alla prima occhiata. "Ciccio!!Dai,sei qui?Ma che stai facendo alla casa..." avanzava nella sala pulita e si bloccò dallo spavento al rumore di libri caduti nell'altra stanza.Corse dalla parte del rumore..e trovò Mark seppellito sotto una trentina di libri che lo guardava e lo salutava "..Ciao Doug..." Scoppiò a ridere e lo aiutò a tirarsi su "Cosa non si fa per i figli eh?" Andarono in cucina a bere qualcosa. "Domani arriva Rachel, mi hanno detto.Mi hanno telefonato quasi appena dopo che te ne sei andato...mi sto preparando,dovrei farcela,sono sicuro" Ingoio l'acqua, mentre il dottor Ross lo osservava intenerito "Guarda come stai messo Ciccio, per una femmina..di nove anni, ma ha già il potere delle donne di farti cambiare il mondo per loro.." Mark sorrise e commentò a bassa voce "C'è chi dalle donne non si fa cambiare,Doug..gardati..tu sei l'esempio perfetto e vivente" Il dott. Ross abbassò lo sguardo "Non lo direi così forte Mark..io sto pagando la scelta di non cambiare" Silenzio "E' Carol vero?" lo sguardo di Mark non lasciava scelta: bisognava confessare "Sì, è così. E' esattamente così ma è inutile starci a ragionare...non succederà mai più niente.." "Non è vero, tra voi c'era qualcosa di importante.." "Mark, te lo dico io..lei ora non ci pensa più..." "Doug ascoltami..è così ok?Avete fatto errori.ma puoi rimediare..devi rimediare...rimedia Doug.Sei in tempo." Doug si sentì pressato,messo alle strette,e soprattutto si sentiva dire quello che non voleva per niente sentirsi dire.Non voleva avere ancora possibilità, rimettersi in gioco col rischio di far soffrire ancora Carol.Si spazientì. "Ciccio fidati se te lo dico ok?Adesso vado, ci si sente.Auguri con Rachel" Prese e uscì lasciando Mark ai suoi lavori domenstici. 11 Carol stava osservando iil piccolo Chris, il movimento del suo petto giudato dal respiratore. Accarezzò lieve i suoi capelli, aspettava che arrivassero i genitori. stava dormendo, e sembrava totalmente incoscente di tutto, e paradossalmente così sereno...non si era ancora svegliato dall'anestesia, ma sarebbe successo nel giro di tre quarti d'ora. Ogni tanto la sfiorava l'idea. L'idea di dormire,come sotto anestesia, e riposare in un sonno senza sogni e senza incubi, lontano dalla realtà di morte e pericolo che respirava ogni giorno in ospedale. una anestesia per diletto,che durasse il tempo giusto per renderla totalmente pacifica e dimentica dei problemi..un sono con bei sogni, magari...un sonno che comunque,lo sapeva,sarebbe stato popolato da sogni con protagonista Doug. Da quando l'aveva visto aveva capito che si era innamorata e lei credeva nella filosofia che ci si innamorasse una volta sola, necessariamente di quello giusto. ma forse doveva rivedere la sua teoria, sulla parte di quello giusto.Le corna, quantità che parevano smisurate di volte in cui doveva uscire con un altra, sorrideva a un altra,e quelle volte in cui lo beccava direttamente con un'altra. Un dolore infinito, il suo amore per Doug..e anche se sapeva che l'avevano chiusa la loro storia, sapeva con la stessa certezza che a costo di soffrire ancora l'avrebbe riaperta, con un solo motivo valido: era innamorata. A sollevarla dai suoi pensieri il suono dei tacchi di una donna, in contrasto con suono irregorare dei passi della dottoressa Weaver. "Infermiera Hataway, la signora Grender, madre di Chris." "Eh?Oh, sì..salve.Carol Hataway, capoinfermiera. Suo figlio ha avuto dei seri problemi ma è fuori pericolo, credo che potremmo dimetterlo dopodomani..senta,sono le nove, mi spiace lasciarla qui così ma devo tornare a casa.Potrà aiutarla Connie o la stessa dottoressa Weaver,arrivederci" Prese e uscì sentendo puntato sulla schiena lo sguardo inflessibile di Kerry. Non doveva farlo,e lo sapeva. D'altra parte aveva sentito l'impulso di vedere Doug, l'impulso di parlare con lui per sentire che erano ancora vicin, come amici. Un impulso irrefrenabile. 12 Sbattè i pugni sulla porta per un tempo che gli sembrava impossibile. Sbattè ii pugni fino a che non capì che nessuno gli avrebbe aperto, in quel modo. E ancora il mal di testa. Sospirò, si avvicinò alla porta "Cheese..Cheese apri.Sono Jhon...dai, lo so che sei in casa. Voglio solo parlarti...ti prego apri." Niente. "Cheesedai, non fare lo stupido..Cheese , ma mi senti?" d'improvviso capì che poteva anche essere in overdose. Sentì una vampata di calore salirgli al viso. "CHEESE!!CHEESE FAI UNO SFORZO APRI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!" Si aprì una porta. Ma non quella di suo cugino. Da dietro le sue spalle la voce strisciata di un ragazzo,un tipo coi capelli neri e unti, dallo sguardo spento e seccato."Guarda che è uscito.E' inutile che strepiti ok?Lasciaci in pace e vattene" Carter deglutì a fatica, tutti sembravano cacciarlo quel giorno. Era arrivato al culmine. Scese le scale tre a tre, prese la macchina e ormai senza speranze s'infilò in un pub. Magari una birra gli avrebbe fatto bene...sì, si disse, al diavolo il salutismo. La musica di sottofondo era un blues strappalacrime, l'ideale per il suo morale in tale crisi di autostima. Seguì l'istinto quella notte e l'istino voleva che lui prendesse ancora da bere. Ma il portafoglio non era d'accordo. QUI MI TOCCA INTERROMPERE SOPRATTUTTO PER MANCANZA DI TEMPO. SE VI PIACE OVVIAMENTE SAREI FELICISSIMA SE QUALCUNO PORTASSE AVANTI LA MIA FANFICTION... E QUESTO E' UN INVITO...SE ALLA WEBMASTER VA BENE E A VOI ISPIRA...PERCHE' NO? SCRIVETE IL SEGUITO OK? e se volete comunicarmi i vostri pareri mi trovate a : laura.sim@tin.it Ciao!