1 Arrivarono entrambi, correndo, al pronto soccorso.Carter indossava ancora il camice dell'operazione precedente.Bentos visito' il ragazzo velocemente, le sue condizioni erano stabili ma doveva essere operato subito.Benton,prontamente, grido': "avvertite chirurgia che stiamo arrivando" e Carter, ancora un po' confuso, lo segui' mentre si cambiava il camice 2La dottoressa Weaver e Chuni erano gia' impegnate con un altro paziente, un quarantenne aveva appena avuto un infarto, e mentre Chuni lo metteva sotto monitoraggio la Weaver finiva di visitarlo. Mark Greene usci' frettolosamente dalla sala 1 quando intravide sua figlia, Rachel, aggirarsi fra i corridoi. Carol stava pulendo la sala e Doug stava li' dinanzi a lei, guardandola con quello sguardo che lei conosceva bene ma che le faceva, in un certo qual modo, paura. Teneva gli occhi bassi mentre gettava via spugne e guanti insanguinati. Doug le si avvicino' pian piano, facendole qualche battuta su quanto fosse contento di essere un medico anziche' un infermiere. "E' davvero un gran ben lavoro il tuo !!!" esclamo' "alle volte io stessa mi chiedo perche' lo faccio" disse Carol mentre un velo di tristezza copriva la sua voce. In quel momento i loro occhi si incrociarono. Non era la prima volta ma ogni volta che si guardavano Carol si perdeva nei profondi occhi neri di Doug finendo per sentirsi fragile ed indifesa davanti alla forza di quello sguardo.Doug questo lo sapeva bene, i suoi occhi avevano fatto innamorare tante donne, ma quando guardava Carol tutto era diverso.Mentre lei si perdeva nei suoi occhi lui la sentiva sempre piu' vicina ,quasi fossero un'unica persona. Ad un tratto Doug alternando lo sguardo fra il candido viso di Carol e il pavimento insanguinato della sala visita 1 rispose : "Io so perche' fai questo lavoro… perche' sei una persona speciale". Cosi' dicendo si allontano' dalla sala visita 1, dove Carol era rimasta ancora immobile, per recarsi verso l'astanteria. Voleva evitare che quel momento portasse sia lui che Carol a fare qualcosa di cui poi si sarebbero potuti pentire ed inoltre voleva sapere come stesse quel povero ragazzo. Nella sua mente si alternavano le immagini di Carol e di quel ragazzo che era stato investito. Compose velocemente il numero di chirurgia. 3 Il ragazzo in quel momento era in sala operatoria incosciente di quello che gli stava accadendo. Il suo braccio era rotto ma Chuni lo aveva steccato e in qualche settimana sarebbe tornato al suo posto. Il suo polmone,pero', era perforato.Benton apri' il torace e lo vide mentre si stava riempiendo di aria.Dovevano fare subito qualcosa o il ragazzo sarebbe morto. Carter, ragionando ancora piu' da studente che da medico, era interessato a guardare come l'aria che si formava nei polmoni stesse formando delle bolle miste di sangue. Benton gli grido' di sbrigarsi e lui lo aiuto' ad inserire un ago nel polmone del ragazzo per frenare la perforazione. Purtroppo pero' la perforazione era ormai troppo grande per essere fermata. Non c'era piu' niente da fare. La pressione incomincio' a scendere , i battiti cardiaci incominciarono a diminuire. Benton grido' : " presto kit per tracheotomia". In fretta e furia lo apri', ma proprio mentre mostrava a Carter come eseguire un massaggio cardiaco interno il monitor segnalo' loro che ogni forma di rianimazione era inutile: Chris Muller era morto. Carter levo' le mani dal cuore di quel bambino ancora stordito per tutto quello che gli era successo in poco piu' di mezz'ora. Benton si allontano' velocemente dal tavolo operatorio sfilandosi il camice e la mascherina.Chris Muller rimase nelle mani degli infermieri che sfilavano i tubi dal suo corpo, quel corpo che pochi minuti dopo sarebbe stato sotto gli occhi dei genitori. 4 Mark Greene fece sedere Rachel sul banco dell'accettazione. A lei piaceva stare la'. Conosceva tutti i meici e ognuno faceva a gara per offrirle caramelle e ciambelle. Doug gioco' un po' con lei e alla fine le regalo' uno di quei peluches che usano i pediatri quando visitano. Mark gli chiese che fine avesse fatto quel ragazzo investito e lui rispose che aveva chiesto notizie ma nessuno in chirurgia sapeva ancora qualcosa. Mark,con lo sguardo un po' impaziente, gli disse che sarebbe andato a vedere di persona. Mentre il dottor Greene si allontanava dall'accettazione squillo' il telefono. Jerry rispose e subito dopo disse: " dottor Ross e' per lei". Doug giocando con Rachel prese il telefono….tutto ad un tratto il sorriso svani' dal suo volto…..non disse una parola ma era ,evidentemente turbato . Chiuse il telefono senza sbattere ciglio mentre gli si faceva incontro Carol ,che aveva osservato il suo sguardo da lontano, gli poso' una mano sulla spalla e gli disse : " Questo e' il nostro lavoro Doug,un giorno siamo eroi un altro non lo siamo.La verita' e' che siamo degli uomini che cercano di combattere qualcosa di indefinito, e' proprio questo pero'. il fatto che combattiamo giorno dopo giorno, che ci rende delle persone speciali" .Carol era triste per quel povero bambino ma era felice di aver parlato a Doug guardandolo dritto negli occhi , senza provare alcun timore, senza provare nient'altro se non quello strano sentimento che li univa. Doug stava ancora guardando Carol facendole un sorriso come per ringraziarla delle belle parole che gli aveva detto, Mark si avvicinava lentamente all' accettazione dopo aver saputo della morte del povero Chris.Tutto ad un tratto i paramedici spalancarono la porta del pronto soccorso gridando: "maschio nero, 12 anni, stava andando a scuola quando una macchina l'ha investito. Mark Carol e Doug si guardarono per un attimo negli occhi e, ancora storditi, si avviarono verso la sala visita 1 indossando i copri camici gialli.